di Riccardo Ribacchi
L'avvio dell'industria automobilistica in Italia avviene tra la fine degli anni ottanta dell'Ottocento e i primissimi anni del Novecento, trasformando il paese da una realtà prevalentemente agricola a una delle principali potenze industriali europee. Negli anni '20, l'industria automobilistica italiana vive una profonda trasformazione, passando da una dimensione artigianale e d'élite a una vera e propria produzione industriale di massa. Lo sviluppo di questo comparto procede a braccetto con lo sviluppo della rete stradale e del sistema di vendita dei carburanti sempre più strutturato e capillare.
Anche la diffusione di nuovi schemi di vendita che prevedevano la vendita rateale, contribuirono a rendere l’automobile sempre più alla portata della popolazione, passando da bene di lusso a bene strumentale per il lavoro e le necessità quotidiane.
Questa massa crescente di auto si concentra soprattutto nei grandi centri urbani, anch’essi in rapida crescita, dove le distanze degli spostamenti aumentano e il tempo per percorrerli non deve crescere troppo per tenere il passo con gli affari e le attività produttive della città.
Una nuova esigenza si manifesta ben presto in questo scenario: la disponibilità di ricoveri per auto. Il tema era fortemente sentito in USA ma anche in Europa, specie in Francia dove nella sola Parigi c’erano tante macchine quante in tutta Italia. Ingegneri, architetti e urbanisti si trovarono a fronteggiare questa nuova emergenza che necessitava di nuovi studi, idee e materiali. La prima questione da affrontare era il reperimento di spazi idonei soprattutto nelle città dove scarseggiava ed aveva costi assai elevati. Bisognava, quindi, sfruttare l’altezza ideando e realizzando garage multipiano. Gli ingegneri si interrogarono sul possibile uso di ascensori per spostare le auto da un piano all’altro, si fecero studi approfonditi sulle rampe di accesso, la loro pendenza ideale, rampa unica o a doppio senso di marcia, ecc. Poi toccò agli architetti che erano chiamati a rispettare regolamenti e ordinanze comunali e più in generale il senso estetico e del bello insito nell’architettura italiana.
Roma, in quanto capitale d’Italia, fu la prima città a dotarsi di un parcheggio multipiano, realizzato dalla Società Anonima “Casa dell’Automobile” che faceva capo a FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino) e a SIAP (Società Italo-Americana pel Petrolio). Fu scelta Piazza Verdi come sede del nuovo parcheggio, in quanto il quartiere era giovane e in rapida crescita e un cospicuo numero di tramvie e autobus servivano la zona creando un connubio perfetto con il nuovo parcheggio.