05 maggio 2026

La riqualificazione di Piazza Verdi è un’occasione per ridare identità a un intero quartiere (di Roberta Guidini)

Non è solamente una piazza di quartiere, ma un punto di riferimento per tutta Roma. E anche molto di più. Piazza Giuseppe Verdi, dedicata al grande compositore simbolo di eccellenza musicale e di unità d’Italia, è il cuore del quartiere dei musicisti, un fulcro dal quale si diramano vie intitolate a Giovan Battista Martini, Claudio Monteverdi, Domenico Cimarosa, Alessandro Scarlatti, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giovanni Paisiello, Gaspare Spontini, per citarne alcuni. 

Una toponomastica ideata nel 1911 dal Comune di Roma che dà un carattere tematico deciso all’intera area nel quartiere Pinciano ai confini con Parioli, con palazzi storici e residenziali, molti dei quali costruiti a fine ‘800 e poi negli anni ’20 del Novecento, di tale valore da risultare oggetto di studio di architettura e di urbanistica. Ma non c’è un solo cartello turistico sulle strade, neanche un monumento o un semplice omaggio sulla vasta piazza dedicata a Verdi. Eppure la cultura operistica e sinfonica è un fiore all’occhiello dell’identità italiana ed è parte di quella cultura che è diritto costituzionale difeso nell’articolo 9, diritto di tutta la popolazione italiana, non solo dei cittadini di Roma.

Art. 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

La Piazza dedicata al grande compositore e simbolo di unità d’Italia, Giuseppe Verdi, è dominata dalla facciata del monumentale palazzo dell’ex Poligrafico e Zecca dello Stato, e sta vivendo oggi grazie al progetto di riqualificazione voluto dal Campidoglio, una grande occasione. Infatti la superficie della piazza oggi è un parcheggio a cielo aperto e noi residenti siamo felici di vedere un progetto di risistemazione con parcheggio interrato e superficie pedonale. Non vorremmo però correre il rischio che rimanga una piazza anonima, o peggio un semplice tetto di un parcheggio sotterraneo.

Piazza Verdi già oggi soffre la "pressione antropica" dell’arrivo degli impiegati Cdp ed Enel che si aggiungono agli altri delle aziende con sede in piazza come Consob e Agcm. Un totale di più di 5mila dipendenti. L’abbiamo detto già più volte. Lo spazio pubblico oggi per questo motivo, già soffre di anonimato. I palazzi di queste grandi aziende sono pieni di lavoratori che riempiono uffici e poi vanno via. Eppure vivono nel contesto di edifici firmati dall'architetto Marcello Piacentini, Giulio Pediconi, Mario Ridolfi, Carlo Pincherle, Clemente Busiri Vici - -solo per citarne alcuni - in un luogo che è un segno di bellezza e memoria a partire dall'epoca industriale e dell'Unità d’Italia.

Camminando sulla piazza si percepisce un mondo chiuso e riservato che non rende omaggio al quartiere. Un luogo che non è vivo né vivibile per i residenti, i cittadini, i commercianti e men che meno i turisti di zona che non sanno dove si trovano.  

Piazza Verdi invece potrebbe rinnovare l’identità del quartiere dei musicisti con la presenza di una statua di Giuseppe Verdi, cartelli storici dedicati ai musicisti e all’ex zecca dello Stato (che conserva beni di tutti gli italiani), info Point che raccontino il quartiere liberty con gli straordinari palazzi che lo compongono. La riqualificazione dovrebbe offrire spazi verdi di sosta a residenti e cittadini, e punti di attrazione culturale come un’edicola moderna (pensiamo all’edicola "Ada" di piazza Ungheria), uno spazio museale o un piccolo teatro per concerti musicali. La riqualificazione è una grande occasione per tutta la città, non solo per il quartiere. 

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