23 giugno 2026

Da cinema a teatro, breve storia del Costanzo Parioli

di Daniele Santovetti

Il Teatro Parioli nasce nel 1938 come sala cinematografica e, solo nel 1958, si trasforma in Teatro di prosa fino a raggiunge l’apice della notorietà grazie ad artisti quali Alighiero Noschese, Antonella Steni ed Elio Pandolfi con alcune rappresentazioni, come "Scanzonatissimo", entrate nella storia dell’intrattenimento italiano.


28 maggio 2026

Dalla Regina Elisabetta a Grace Kelly, le icone e i vip nei Cento anni del Concorso ippico di Piazza di Siena a villa Borghese

 di Roberta Guidini

Tra gli alberi secolari di Piazza di Siena hanno sfilato i grandi nomi del dopoguerra, dalla regina Elisabetta e il principe Filippo a Grace Kelly e Ranieri, dalle star del cinema Liz Taylor e Richard Burton a Audrey Hepburn e Brigitte Bardot. E ancora, i big del cinema italiano: Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Alberto Sordi, Vittorio Gassman e non solo…

Cento anni di Piazza di Siena significano anche cento anni di storia italiana e del mondo passata tra i viali di Villa Borghese. Perché il Concorso ippico romano non è mai stato soltanto sport: diplomazia, mondanità, aristocrazia, cinema, alta società, costume, si sono alternati all’ombra degli alberi secolari. Un luogo, Piazza di Siena, dove il salto ostacoli si è intrecciato con la storia del Novecento e con quella dei grandi protagonisti del mondo.

27 maggio 2026

La Casa dell’Automobile, il parcheggio multipiano dell’epoca industriale

di Riccardo Ribacchi

L'avvio dell'industria automobilistica in Italia avviene tra la fine degli anni ottanta dell'Ottocento e i primissimi anni del Novecento, trasformando il paese da una realtà prevalentemente agricola a una delle principali potenze industriali europee. Negli anni '20, l'industria automobilistica italiana vive una profonda trasformazione, passando da una dimensione artigianale e d'élite a una vera e propria produzione industriale di massa. Lo sviluppo di questo comparto procede a braccetto con lo sviluppo della rete stradale e del sistema di vendita dei carburanti sempre più strutturato e capillare. 

Anche la diffusione di nuovi schemi di vendita che prevedevano la vendita rateale, contribuirono a rendere l’automobile sempre più alla portata della popolazione, passando da bene di lusso a bene strumentale per il lavoro e le necessità quotidiane.

Questa massa crescente di auto si concentra soprattutto nei grandi centri urbani, anch’essi in rapida crescita, dove le distanze degli spostamenti aumentano e il tempo per percorrerli non deve crescere troppo per tenere il passo con gli affari e le attività produttive della città.  

Una nuova esigenza si manifesta ben presto in questo scenario: la disponibilità di ricoveri per auto. Il tema era fortemente sentito in USA ma anche in Europa, specie in Francia dove nella sola Parigi c’erano tante macchine quante in tutta Italia. Ingegneri, architetti e urbanisti si trovarono a fronteggiare questa nuova emergenza che necessitava di nuovi studi, idee e materiali. La prima questione da affrontare era il reperimento di spazi idonei soprattutto nelle città dove scarseggiava ed aveva costi assai elevati. Bisognava, quindi, sfruttare l’altezza ideando e realizzando garage multipiano. Gli ingegneri si interrogarono sul possibile uso di ascensori per spostare le auto da un piano all’altro, si fecero studi approfonditi sulle rampe di accesso, la loro pendenza ideale, rampa unica o a doppio senso di marcia, ecc. Poi toccò agli architetti che erano chiamati a rispettare regolamenti e ordinanze comunali e più in generale il senso estetico e del bello insito nell’architettura italiana. 

Roma, in quanto capitale d’Italia, fu la prima città a dotarsi di un parcheggio multipiano, realizzato dalla Società Anonima “Casa dell’Automobile” che faceva capo a FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino) e a SIAP (Società Italo-Americana pel Petrolio). Fu scelta Piazza Verdi come sede del nuovo parcheggio, in quanto il quartiere era giovane e in rapida crescita e un cospicuo numero di tramvie e autobus servivano la zona creando un connubio perfetto con il nuovo parcheggio. 

13 maggio 2026

Con guanti e ramazze per pulire piazza Verdi, il Comitato si prende cura dell'ambiente

di Roberta Guidini

Con guanti e ramazze, cesoie e sacchi, un gruppo di volontari del decoro del nostro Comitato piazza Verdi è sceso in piazza il 9 maggio 2026 per pulire marciapiedi e strade invase da foglie ed erbacce. In campo è stata messa la volontà di impegno civico per migliorare la qualità della vita del quartiere attraverso la cura dell’ambiente,  partecipando all’evento «Roma cura Roma» promosso dal Comune.

06 maggio 2026

Le catacombe del quartiere

Le strade del nostro quartiere vengono quotidianamente percorse di corsa, spinti dall'ansia di dover arrivare alla nostra destinazione il prima possibile. In questa frenesia ci scordiamo di guardarci intorno, di osservare e ammirare i tanti tesori architettonici e non solo che ci circondano. Con grande difficoltà distogliamo lo sguardo dall'asfalto della strada, ma anche sotto quell'asfalto si celano altri incredibili tesori che spesso ignoriamo, ovvero le catacombe. Purtroppo sono luoghi spesso inaccessibili al pubblico, per cui ci dobbiamo accontentare di descrizioni, relazioni e immagini che la rete custodisce. In questo blog proveremo a raccontare questi luoghi per farli conoscere.

Ipogeo anonimo di via Paisiello

Si tratta di un ipogeo privato di piccole dimensioni di cui non è stato rinvenuto l'accesso originario. E' composto da una galleria principale con andamento nord-ovest/sud-est (a sud è stato rinvenuto il termine dell'escavazione, mentre a nord è interrotta da un muro moderno; sul lato est della galleria si aprono tre diramazioni, oggi chiuse da muri moderni, e un cubicolo rettangolare che in origine ospitava due arcosoli sovrapposto sulla parete di fondo. Le pareti del cubicolo conservano pitture con tradizionali scene vetero e neotestamentarie, realizzate in due momenti diversi: nella prima metà del IV secolo per gli arcosoli sulla parete di fondo, e nella seconda metà del IV secolo per le pareti laterali . All'interno dell'ipogeo non è stato rinvenuto nulla che permeta di identificarne i proprietari.
Nell'ipogeo è conservata una firma di G. Marangoni del 1717. Giovanni Battista de Rossi lo esplorò nel 1865; egli, seppur con qualche perplessità lo identificò con quello che riteneva essere il cimitero di Panfilo.
Il cimitero si sviluppava sotto la vigna già dei padri carmelitani sulla via Salaria Vecchia, oggi via di Porta Pinciana. Nel 1918 Marucchi, che lo aveva visitato nel 1872, ne annuncia il ritrovamento durante la sistemazione di una fogna a via Paisiello. Ferrua lo visita nel 1955 (ritrovato durante la costruzione di una fogna). 

Catacomba di San Panfilo

La catacomba è posta sull'antico tracciato della via Salaria vetus, sotto le attuali vie Paisiello e Spontini: l'accesso attuale si trova nella chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù in Panfilo. Le fonti antiche identificano questa catacomba come la prima sulla via Salaria vetus, uscendo da porta Pinciana.

Il cimitero si sviluppa su tre piani: un primo ed un secondo piano collegati tra loro, ed un piano intermedio. Il piano inferiore, posto a 20 metri sotto il piano di campagna, è il più antico, risalente al III secolo: è composto da un'arteria principale, una specie di decumanus ipogeo lungo circa 60 metri, su cui si innestano perpendicolarmente altre gallerie. Nel corso del IV secolo, sempre a questo livello, fu aggiunta una nuova regione, composta da altre gallerie: qui si trova il famoso cubiculum duplex, ove furono scoperte le spoglie del martire Panfilo. Il piano intermedio è composto essenzialmente da due ambulacri collegati tra loro da una serie di gallerie. Il primo piano, molto rovinato dalle costruzioni del sopraterra, è datato tra il 348 ed il 361.

Catacomba di Trasone

 La catacomba, detta anche ad Saturninum, è posta sul lato sinistro dell'antica via Salaria nova, oggi all'incrocio con via Yser: vi si accede passando attraverso un tombino. Il nome, come per la maggior parte delle catacombe romane, deriva dal nome del proprietario o del fondatore del complesso cimiteriale ipogeo: Trasone era un ricco cittadino romano, vissuto al tempo dell'imperatore Diocleziano (284-305), convertitosi al cristianesimo, nominato nella passio di Santa Susanna. Nelle fonti antiche, la catacomba è chiamata anche Coemeterium Thrasonis ad S. Saturninum, in memoria del principale martire ivi sepolto, san Saturnino di Cartagine.

Catacomba di Santa Felicita

La catacomba è conosciuta col nome di catacomba di Massimo, dal nome del proprietario del terreno in cui fu scavata, come era previsto dalla legge vigente. Dopo l'editto di Milano del 313 la catacomba prende il nome della martire più conosciuta ivi sepolta; in molti casi nei documenti antichi è trasmessa la duplice denominazione. Nel Liber Pontificalis appare per la prima volta il nome di catacomba di Santa Felicita. Nel XVII secolo la catacomba era conosciuta col nome di catacomba di Sant'Antonio, in quanto il terreno in cui si trovava era di proprietà del monastero di Sant'Antonio, collocato nella cittadina francese di Vienne.

05 maggio 2026

Anni 70, piazza Verdi: il bar Aphrodite e il suo bancone

 Il bancone in travertino del bar Aphrodite di Piazza Verdi, ispirato alla Venere del Botticelli, fu ideato dall'architetto Daniele Scagnoli che condusse per diversi anni la sala  insieme al fratello Stefano, scomparso prematuramente. Daniele e Stefano erano figli di Inelio e Paola Scagnoli, popolari titolari del più famoso bar "il Cigno" di viale Parioli, inaugurato nel 1949. I coniugi Scagnoli rilevarono intorno al 1978 questo secondo locale che in passato si chiamava 'bar Cafesan' ed era affiancato nella piazza da un tappezziere, una tabaccheria (ancora presente) gestita da due anziane sorelle, un negozio di Alimentari all'angolo con via Scarlatti e, al di là del marciapiede, lo "Chalet Di Natale", negozio di dischi che riparava anche radio e televisori.



La riqualificazione di Piazza Verdi è un’occasione per ridare identità a un intero quartiere

di Roberta Guidini

Non è solamente una piazza di quartiere, ma un punto di riferimento per tutta Roma. E anche molto di più. Piazza Giuseppe Verdi, dedicata al grande compositore simbolo di eccellenza musicale e di unità d’Italia, è il cuore del quartiere dei musicisti, un fulcro dal quale si diramano vie intitolate a Giovan Battista Martini, Claudio Monteverdi, Domenico Cimarosa, Alessandro Scarlatti, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giovanni Paisiello, Gaspare Spontini, per citarne alcuni. 

La riqualificazione di piazza Verdi è una grande opportunità per offrire un luogo di felicità

di Roberta Guidini


Oggi piazza Verdi è un parcheggio a cielo aperto, piena di lamiere e di automobilisti che corrono ad accaparrarsi un posto per poi scivolare via dentro un portone, un bar o un ufficio. Automobilisti che si muovono velocemente per non essere investiti da un’altra auto che sfreccia. Oggi piazza Verdi è solo un luogo per parcheggiare, invaso da macchine e non vivibile per le persone. Ma finalmente c’è un progetto all’orizzonte e la piazza potrebbe rispondere al benessere delle persone e diventare un luogo di felicità.

I racconti del barbiere

 di Massimo Santucci

Leggi di più >>

Targa a Enzo Fioritto

 di Massimo Santucci

Leggi di più >>

Villa Borghese: un itinerario tra sogno, ricordo e realtà

 di Massimo Santucci

Leggi di più >>

04 maggio 2026

Un quartiere in musica - Giuseppe Verdi

di Rosa Romano Toscani

La musica si spande tra le strade! Per chi è capace di assaporare la vita e guardare oltre la siepe può veramente sentire la musica dolce che i nostri musicisti evocano tra piazza Verdi, via Rossini, via Paisiello, via Claudio Monteverdi, via Scarlatti, via Bellini, via Donizzetti, via Spontini, via Cimarosa, largo Benedetto Marcello...
Iniziamo  con Giuseppe Verdi con la sua vita e la sua opera. 
Il nostro pensiero  "va sull'ali dorate di una terra sì bella e perduta" a causa di una cattiva amministrazione. Una terra che ha dato al mondo intero cultura musicale, artistica, letteraria, scientifica e religiosa pari a nessun altro paese. È doveroso un riscatto.

02 maggio 2026

Comitato Piazza Verdi – Un contributo al Progetto di riqualificazione di Piazza Verdi

 Il progetto di riqualificazione di Piazza Verdi e della costruzione del sottostante parcheggio multilivello rappresenta una sfida urbanistica e tecnica di grande portata ed impatto sul “Quartiere dei musicisti”, con ripercussioni anche nelle zone limitrofe. Accanto alla grossa sfida che il progetto rappresenta, ci sono anche grandi opportunità per una riqualificazione dell’intero distretto, con interventi positivi sulla circolazione stradale, il decoro urbano, l’inquinamento acustico e atmosferico, la sicurezza delle persone e la qualità della vita. I residenti sono stati chiamati dall’amministrazione comunale, in particolare dall’Assessorato alla Mobilità, guidato da Eugenio Patané, al fine di contribuire alla buona riuscita del progetto attraverso un percorso partecipato che coinvolge coloro che vivono il quartiere ogni giorno. Un iter della durata di due o tre mesi, per cogliere le esigenze dei cittadini che potranno fornire osservazioni, critiche e spunti costruttivi.

Percorso partecipativo Parcheggio Piazza Verdi - Riunione del 17 aprile 2026

Tema del giorno: organizzazione del parcheggio interrato.

Introduzione di Dario Esposito che ha il ruolo di facilitatore del dialogo tra cittadini e amministrazione. Esposito ha sottolineato che sono arrivate moltissime proposte via mail (canale ufficiale) che non saranno ignorate. Sono proposte suddivise in due ambiti: riqualificazione della piazza (arredi, estetica, coerenza storica) e aspetti tecnici e mobilità (parcheggi, viabilità, gestione cantiere).

Le proposte sulla piazza vengono analizzate con il supporto de La Sapienza (nel dipartimento di Architettura che fa capo al prof Paris) ma non decide l’università, fa lavoro di supporto per la valutazione tecnica. Alcune proposte sono compatibili, altre in conflitto (es. cancellata sì/no). Le proposte tecniche sono inviate al Dipartimento Mobilità per verificarne la fattibilità.

……………………………………………

Percorso partecipativo Parcheggio Piazza Verdi - Riunione del 13 marzo 2026

Cosa ha detto nell’introduzione l’Assessore Eugenio Patané:

Il nodo centrale per l’amministrazione è decidere dimensione e tipo del parcheggio (soprattutto posti pertinenziali), perché da questo dipendono:

  • piano economico
  • iter amministrativo

Il progetto si articola in due parti:

  • parcheggio interrato
  • sistemazione superficiale (che determina accessi e uscite)

Percorso partecipativo Parcheggio Piazza Verdi - Riunione del 17 febbraio 2026

La riunione è stata convocata dalla presidente del II Municipio, Francesca Del Bello alla presenza dell’Assessore alla Mobilità, Eugenio Patané (referente per il Campidoglio del progetto di riqualificazione di piazza Verdi con pedonalizzazione della piazza e parcheggio privato interrato), della consigliera Pd Carla Fermariello promotrice della mozione che ha impegnato il sindaco Roberto Gualtieri alla realizzazione del progetto e dell’imprenditore incaricato della realizzazione del parcheggio, Maurizio Frangipane.

La riunione ha dato inizio al percorso partecipativo avviato dal Campidoglio che durerà fino ad aprile per il confronto con i residenti di zona e raccogliere osservazioni al progetto in questa fase suscettibile di variazioni. Al termine del percorso il progetto va in Conferenza dei servizi per le osservazioni dei diversi dipartimenti capitolini e poi si aprono i cantieri. Stima inizio lavori: entro dicembre 2026.