06 maggio 2026

Ipogeo anonimo di via Paisiello

Si tratta di un ipogeo privato di piccole dimensioni di cui non è stato rinvenuto l'accesso originario. E' composto da una galleria principale con andamento nord-ovest/sud-est (a sud è stato rinvenuto il termine dell'escavazione, mentre a nord è interrotta da un muro moderno; sul lato est della galleria si aprono tre diramazioni, oggi chiuse da muri moderni, e un cubicolo rettangolare che in origine ospitava due arcosoli sovrapposto sulla parete di fondo. Le pareti del cubicolo conservano pitture con tradizionali scene vetero e neotestamentarie, realizzate in due momenti diversi: nella prima metà del IV secolo per gli arcosoli sulla parete di fondo, e nella seconda metà del IV secolo per le pareti laterali . All'interno dell'ipogeo non è stato rinvenuto nulla che permeta di identificarne i proprietari.
Nell'ipogeo è conservata una firma di G. Marangoni del 1717. Giovanni Battista de Rossi lo esplorò nel 1865; egli, seppur con qualche perplessità lo identificò con quello che riteneva essere il cimitero di Panfilo.
Il cimitero si sviluppava sotto la vigna già dei padri carmelitani sulla via Salaria Vecchia, oggi via di Porta Pinciana. Nel 1918 Marucchi, che lo aveva visitato nel 1872, ne annuncia il ritrovamento durante la sistemazione di una fogna a via Paisiello. Ferrua lo visita nel 1955 (ritrovato durante la costruzione di una fogna). 

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